Enrico Roccatani Classe 1957. Sono nato ultimo di sette tra fratelli e sorelle (anzi otto, perché ce n’era uno/a che doveva nascere prima di me che è in Cielo), alcuni (due, i primi) nati da un primo matrimonio di mia mamma, e gli altri quattro (più il sottoscritto) nati dalla seconda unione. Ero un bambino un poco difficile, anche se forse il più coccolato e atteso di tutti. Il più piccolo, per questo forse cercavo di essere sempre un protagonista, il bambino desideroso di conoscere ma anche un po’ viziatello, cercando con i capricci di non far passare niente che non mi piacesse. Gioia e delizia dei miei genitori (e dei fratelli e sorelle). Mio padre era un apprezzato professore medico chirurgo. Mia madre, al suo fianco per tutta la vita, oltre ad occuparsi della casa e di noi figli, era pianista discendente da una generazione di musicisti e compositori veneti di fine Ottocento. Uno dei motivi per cui fin da adolescente ho avuto la passione per la musica: sono pianista e organista parzialmente autodidatta, sviluppando principalmente interesse per il jazz e i classici per organo liturgico e con il desiderio di esprimermi attraverso questa arte. Vivendo in questa particolare situazione familiare, trovarmi cioè orfano in tenera età, negli ultimi anni, si è sviluppato in me anche il desiderio di scrivere. Questa mia realtà di orfano potrebbe essere considerata una sventura ma, al contrario, ha contribuito a farmi crescere perché la vita è un viaggio.