
“I figli di Donna Rosa e gli invisibili fili del cuore” ripercorre la storia del borgo calabrese di Limpidi attraverso la vicenda di due protagonisti: Mastro Carmine Rosano, giovane e talentuoso sarto, e Donna Rosa Pardea, appartenente a una prestigiosa famiglia nobile. Il loro incontro casuale, nato da un fazzoletto volato via dal vento, dà inizio a un amore che supera le barriere sociali dell’Ottocento e culmina in un matrimonio simbolo di unione tra artigianato e nobiltà. Nel contesto della Calabria post-terremoto del 1783 e in piena epoca napoleonica, Carmine e Rosa decidono di fondare insieme una filanda, chiamata “Donna Rosa”, combinando innovazioni tecniche apprese in Francia e antichi saperi locali. La loro impresa diventa centro vitale del borgo e luogo di emancipazione economica, soprattutto per le donne. Il libro segue poi le vite dei loro cinque figli — Francesco, Caterina, Carolina, Marianna e Don Filippo — mostrando come ciascuno abbia incarnato aspetti diversi dell’eredità familiare: artigianato, spiritualità, lavoro contadino e migrazioni. Numerosi discendenti, attraverso matrimoni e nuove attività, contribuiscono a tessere la storia sociale del paese fino al Novecento. Tra mulini, filande, vicende di fede e duri eventi naturali, la narrazione intreccia radici, memoria e identità, offrendo un quadro ricco e umano di una comunità che resiste e si rinnova nel tempo, senza svelare mai del tutto l’esito ultimo dei conflitti familiari e sociali che attraversa.